MARZO – Il ritorno del camoscio appenninico: conservare per crescere




Uno dei primi rilasci di Camoscio appenninico nei Monti Sibillini; è il mese di settembre del 2008, un momento storico per il Parco (Foto archivio PNMS)



La conservazione del patrimonio ambientale e la sua valorizzazione come elemento di crescita socio economica del territorio: questo il tema trattato nel seminario tenutosi il 12 marzo al Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Al seminario prendono parte esponenti di primo piano del mondo scientifico - come il Professor Sandro Lovari, dell’Università di Siena, considerato uno dei massimi zoologi a livello europeo – ed operatori economici delle aree montane appenniniche che illustrano esperienze del tutto assimilabili alla realtà dei Sibillini. Nel sottolineare unanimemente il grande valore che la presenza del camoscio può apportare a questo territorio, emerge in modo chiaro l’esigenza di educare e rendere consapevole il turista del grande patrimonio ambientale con cui viene in contatto quando visita un parco nazionale; è questo il nodo centrale del dibattito in cui si parla anche di regolamentazione dei flussi turistici e delle opportunità che queste hanno aperto nei vicini parchi nazionali abruzzesi. Il seminario diventa, così, un momento importante di condivisione delle politiche di conservazione ambientale del Parco con il territorio e da inizio ad una serie di collaborazioni che l’ente intavola con gli operatori economici del territorio; in primo luogo gli albergatori, con i quali, nei mesi successivi, prenderà avvio il progetto Hotel del camoscio, una rete di strutture ricettive che sceglie l’elemento ambientale come punto di forza della promozione turistica.