Capofila: Parco Nazionale della Majella - Parco Nazionale dei Monti Sibillini, Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Parco Nazionale Appennino Tosco Emiliano.
Questo progetto consolida i risultati ottenuti nell'ambito del progetto LIFE EXTRA, concluso a fine 2012 e delle seguenti attività svolte nell’ambito del protocollo di intesa siglato con la Regione Marche fino alla stagione invernale 2015-2016 e prosegue le attività del progetto Wolfnet 2.0 avviate nel 2014 nell'ambito del finanziato con fondi ex cap. 1551 del Ministero dell’ambiente e delle tutela del territorio e del mare. Per una sempre più efficace conservazione del Lupo, specie prioritaria di interesse comunitario, è necessario garantire la continuità delle attività di monitoraggio, sia naturalistico sia satellitare, privilegiando azioni coordinate con altri parchi appenninici. È inoltre opportuno dare continuità alle attività di formazione e sensibilizzazione, al fine di contrastare il fenomeno del bracconaggio e favorire la convivenza con le specie di grandi carnivori.
Il progetto si è articolato in diverse azioni tra cui: AIl progetto fa riferimento alla scheda tecnica e al protocollo d’intesa approvati con DP 39 del 19/12/2018 nell’ambito delle Direttive “biodiversità” 15956 del 27/07/2016 e 24444 del 17/10/2017. Esso prevede la prosecuzione di attività di monitoraggio del lupo nell’ambito del progetto Wolfnet 2.0 di cui ai finanziamenti della direttiva "biodiversità" 2016 del Ministero dell'ambiente, mediante metodi naturalistici (wolf howling e snow tracking), foto/video trappole e localizzazione radiotelemetrica e satellitare. Sono previste inoltre attività di comunicazione e sensibilizzazione e finalizzate alla riduzione dei conflitti.
€ 20.984,00 (di cui € 18.041,11 economie fondi di bilancio annualità 2016
ed € 16.000,00 fondi annualità 2017) sottoscrizione 8/3/2018; scadenza
7/03/2019 (scadenza contratto 22/08/2019)
€ 34.041,11 (di cui € 18.041,11 economie annualità 2016 ed € 16.000,00
fondi di bilancio annualità 2017) dal 23/08/2019 al 22/08/2021.
Le ultime catture programmate nell’ambito del progetto Wolfnet2.0 eseguite a dicembre 2018 all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini hanno consentito di poter dotare due esemplari di lupo (un maschio e una femmina) di radiocollari GPS/VHF. I due lupi stanno fornendo una serie di informazioni che integrano le conoscenze su questa specie nel territorio di competenza del Parco: è stata registrata la presenza di 16 nuclei familiari invece dei 14 in cui sembrava diviso l’areale di riferimento; la femmina, che inizialmente sembrava occupare da sola il territorio, si è unita ad un maschio in previsione della stagione riproduttiva; la dieta è prevalentemente costituita da fauna selvatica (cervo, capriolo, cinghiale) e fonti alimentari di origine antropica (discariche). Tutte queste informazioni insieme ad altri dati e rilevazioni indicano la presenza di circa una settantina di lupi in area Parco e zone limitrofe.
“Un dato quantitativo questo che, insieme al fatto che nel Parco in territorio umbro non risultano danni agli allevamenti di ovini e caprini ma solo alcune predazioni di puledri o vitelli appena nati e lasciati senza protezione, e comunque indennizzati, ci conforta, nel senso che attesta una presenza significativa, ma sostenibile, del lupo nei Sibillini che sta contribuendo sostanzialmente (ciò è quanto ci dicono i dati) ad un controllo della fauna selvatica di cui si nutre” sottolinea Carlo Bifulco, direttore dell’Ente.
Nelle ultime sessioni di cattura “è successo quel che vorremmo mai accadesse, ossia la morte di un lupo durante una nostra azione di monitoraggio realizzata nell’ambito del progetto”. A parlare è Federico Morandi, veterinario del Parco, che racconta quanto avvenuto qualche giorno fa: “queste attività di controllo sono necessarie per capire il comportamento dei lupi, la loro distribuzione e come si spostano ed utilizzano lo spazio, come reagiscono in presenza dell’uomo e delle sue attività e a fronte della disponibilità di fonti alimentari. Ma racchiudono inevitabilmente una componente di rischio non del tutto eliminabile e che viene comunque valutata in funzione dell’importanza degli obiettivi prefissati. Si deve considerare che si opera sempre in condizioni di campo, su animali di cui conosciamo ben poco dal punto di vista dello stato di salute a cominciare dal peso (rapporto massa grassa e massa magra), età, condizioni generali e per cui, ovviamente, non è possibile preparare interventi ad hoc. La cattura costituisce uno stimolo stressante a cui l’animale reagisce individualmente”. È noto che in azioni di questo tipo può verificarsi un certo numero di decessi in una percentuale, sia pur bassa, di casi.
Sinora gli interventi di cattura programmata sui lupi realizzati da personale specializzato del Parco, anche su animali in condizioni critiche, hanno sempre registrato un successo. “Stavolta purtroppo dobbiamo registrare un decesso. Malgrado avessimo seguito le procedure previste dal protocollo e fossimo intervenuti tempestivamente il soggetto catturato ha presentato un improvviso innalzamento della temperatura corporea, una delle più temute complicanze nella cattura di animali selvatici. E ciò ha comportato la morte dell’esemplare” prosegue Morandi. “Non è escluso che il lupo soffrisse di qualche patologia che può aver contribuito alla rottura del suo equilibrio biologico innescato dalle attività di cattura; in ogni caso stiamo procedendo ad una serie di esami di laboratorio per cercare di definire le cause della morte ed adoperarci affinché si riesca quanto più possibile a prevenire situazioni simili”.
“Il lupo è un animale simbolo per i Sibillini” conclude il direttore Bifulco “perché racchiude in sé il valore della biodiversità, ed i nostri sforzi vanno nella direzione di individuare strategie di gestione efficaci e compatibili della specie con le attività umane e le sue comunità, gli operatori economici, i turisti, gli altri animali. Le rilevazioni e le attività condotte nell’ambito di Wolfnet 2.0 rappresentano un elemento imprescindibile per costruire tali strategie, fornendo informazioni preziosissime e, purtroppo, il rischio di un’evenienza negativa, anche se minima, è da mettere in conto”.