Un Progetto LIFE
per il camoscio appenninico

CAMOSCIO APPENNINICO

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IL PROPONENTE E I PARTNER

PROPONENTE

L'ENTE PARCO NAZIONALE GRAN SASSO E MONTI DELLA LAGA è il proponente del progetto; con sede legale ad Assergi (AQ), è stato istituito con D.P.R. 5/6/1995. Il Parco si estende per 148.935 ettari sul territorio di 44 Comuni divisi tra tre regioni (Abruzzo, Lazio e Marche) e 4 province (L'Aquila, Teramo, Pescara, Ascoli Piceno e Rieti).
Al suo interno ricadono completamente le catene montuose del Gran Sasso e dei Monti della Laga. La struttura principale del gruppo del Gran Sasso e’ costituita da una lunga dorsale che si estende dal Passo delle Capannelle al Vado del Sole, con due catene parallele sulle quali si trovano le vette principali. La catena principale segue la linea della costa adriatica fino al valico di Forca di Penne. Comprende le vette del Corno Grande (2912 m), sotto la cui parete si trova il Calderone, l'unico ghiacciaio degli Appennini; e le vette dei monti Prena (2561 m), Camicia (2570 m), Pizzo Intermesoli (2646 m) e il Corno Piccolo (2655 m). Lungo questo crinale si sono insediati i principali nuclei di camoscio appenninico.
La catena della Laga si trova a nord rispetto al Gran Sasso, e comprende un crinale principale, le cui vette sempre sopra i duemila metri, costituito dalle vette del Monte della Laghetta (2369 m), del Monte Gorzano (2458 m) e del Pizzo di Sevo (2421 m).


PARTNER

  • ENTE PARCO NAZIONALE DELLA MAJELLA, istituito anch'esso con D.P.R. del 5 giugno 1995. Il Parco è esteso su un territorio di 74.095 ettari, tutti in territorio abruzzese, ed interessa il territorio di 39 Comuni appartenenti alle province di Chieti, L'Aquila e Pescara. Morfologicamente, si può distinguere in tre settori, di cui il più esteso è rappresentato dal massiccio della Majella vero e proprio, che comprende la seconda vetta dell'Appennino, il Monte Amaro (2793 m) e numerose cime di altitudine superiore a 2500 metri. Lungo i ripidi versanti dei valloni che scendono da queste cime trova rifugio la popolazione di camoscio appenninico del Parco. A occidente della Majella si stende la catena del Morrone, lunga una ventina di chilometri, che funge da collegamento con il Gran Sasso, da cui è separato solamente dalle strette Gole di Popoli. Il settore meridionale del Parco comprende i rilievi meno elevati dei Monti Pizzi e di Monte Secine.
    Per comprendere l'entità dei valori naturalistici sottoposti a tutela nel territorio del Parco, basti considerare che in esso è presente la parte più pregevole del patrimonio naturalistico nazionale.
    Il camoscio appenninico è stato reintrodotto nel territorio del Parco a partire dal 1992, e la consistenza numerica della sua popolazione è aumentata costantemente: ad oggi, si stima che essa sia superiore ai 120 individui.


  • ENTE PARCO NAZIONALE DEI MONTI SIBILLINI, esteso circa 70.000 ha ed istituito con D.P.R. del 6 agosto 1993, a tutela di una catena montuosa che si erge nel cuore dell'Italia fino a raggiungere, con il M. Vettore, i 2.476 m. Le finalità che esso persegue, ai sensi della L. 394/'91, così come modificata dalla L. 426/98, sono quelle di sviluppo socio-economico locale, conservazione dell'ambiente inteso sia in termini naturalistici che storico-culturali. Esso è pertanto l'autorità preposta alla guida dei processi di organizzazione e sviluppo territoriale locale.
    Lupo, aquila reale, falco pellegrino e numerose specie endemiche sono i segni più evidenti di una diversità e di una ricchezza biologica che, unitamente al fascino delle abbazie e dei centri storici medioevali, disseminati a guisa di corona alle falde del gruppo montuoso, hanno contribuito a determinare un mondo antico e suggestivo.
    La presenza del camoscio appenninico su questi monti è ben documentata fino all'epoca post-glaciale (10.000 anni fa), ma esistono testimonianze scritte che fanno supporre che degli esemplari vivessero qui ancora nel XVI secolo. Anche per questo, uno degli obiettivi del progetto è la realizzazione dei primi interventi per ampliare l'areala del camoscio ai monti Sibillini.


  • LEGAMBIENTE, associazione ambientale senza fini di lucro (ONLUS) a carattere nazionale, riconosciuta con Decreto del Ministero dell'Ambiente pubblicato sulla G.U. del 27 febbraio 1987; membro dell'IUCN e del BEE. E' presente sul territorio nazionale con circa 1.000 circoli e 100.000 sostenitori. Ha beneficiato di cofinanziamenti da parte dell'Unione Europea per progetti LIFE Natura, diversi dei quali riguardanti la consrvazione dei mammiferi sulle Alpi e gli Appennini.