
Com N.9/2005
Lunedì 20 giugno 2005
OGGETTO: Il Camoscio appenninico
a Bolognola
Il
Parco Nazionale dei Monti Sibillini ha di recente ultimato i lavori per la
realizzazione dell’area faunistica del Camoscio appenninico a Bolognola. Le
caratteristiche del camoscio appenninico, nonché i risultati del progetto e le
caratteristiche dell’area faunistica, verranno dettagliatamente illustrati
dagli esperti del Parco nell’ambito di una conferenza che si terrà a Bolognola,
presso la Sala Convegni di Villa Malvezzi, sabato 25 giugno 2005.
L'area
faunistica è stata cofinanziata dall’Unione Europea nell’ambito del progetto
“Life-Natura Conservazione di Rupicapra
pyrenaica ornata”, progetto attuato in collaborazione con il Parco
Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, il Parco Nazionale della Majella e
Legambiente.
L’area
faunistica rappresenta un importante passo verso la reintroduzione sui Monti
Sibillini di uno degli animali più importanti d’Europa. Svolgerà un importante
ruolo nelle attività di ricerca scientifica e di educazione ambientale e, di
conseguenza, nella valorizzazione socio-economica del territorio di Bolognola.
La
struttura, che ospiterà la prima coppia di camosci appenninici già a partire
dal prossimo settembre, si estende per una superficie di oltre 3 ettari su un
versante impervio che domina l’alta
valle del Fiastrone. Il luogo scelto per l'area faunistica presenta tutte le
condizioni ambientali, come rupi, boschi e praterie, necessarie alla vita di questi
animali in condizioni molto simili a quelle naturali.
Rispetto
al “cugino” alpino, la sottospecie appenninica di camoscio è molto più rara;
presenta corna più lunghe e un mantello invernale più variegato. Questo animale
sfiorò l’estinzione all’inizio del XX secolo, quando rimasero probabilmente non
più di venti esemplari sui monti del Parco Nazionale d’Abruzzo, istituito nel
1922 proprio con il fine di salvaguardare quello che viene considerato “il
camoscio più bello del mondo”. Sebbene il loro numero sia ormai in decisa
crescita e nuove colonie siano state create nel Parco Nazionale del Gran Sasso
e Monti della Laga, il camoscio appenninico è ancora considerato una specie
minacciata, e la sua reintroduzione anche nel Parco Nazionale dei Monti
Sibillini è ritenuta necessaria per garantirne la conservazione nel medio e
lungo periodo.