Il 2012 del Parco Nazionale dei Monti Sibillini



Gravissimo episodio di bracconaggio che compromette per sempre la vitalità di uno splendido esemplare di Aquila reale

Il 2012 comincia con una bruttissima notizia: nel pomeriggio dell’11 gennaio due agenti del Corpo Forestale dello Stato, grazie alla segnalazione di un cittadino, trovano uno splendido individuo adulto di Aquila reale gravemente ferito da un colpo di fucile da caccia. Oltre al ferimento di un’ala, dal quale guarirà grazie alle cure dei veterinari del C.F.S. di Pescara, dove è stata subito trasferita, il rapace ha subito la perdita di un occhio che ne ha compromesso ogni possibilità di ritorno alla vita naturale.
Terminate le lunghe cure alle quali è tuttora sottoposta, l’aquila tornerà nei Sibillini nei prossimi mesi per vivere all’interno di una voliera già allestita presso il Centro del Parco di Castelsantangelo sul Nera.
Il Parco si ribella ai quei pochi bracconieri che tengono sotto scacco un intero territorio e, vista la rilevanza del fenomeno, che comincia a preoccupare la dirigenza dell’Ente, scrive al Ministero dell’Ambiente affinché si attivi per completare l’organico del Corpo Forestale dello Stato in servizio nel Parco in quanto fortemente sottodimensionato rispetto alle effettive esigenze di un territorio molto vasto.
[Nella foto le prime cure all'esemplare di Aquila ritrovata ferita]





Accertata la nidificazione del Corvo imperiale nel Parco

Se da una parte il bracconaggio non accenna ad arrestarsi, dall’altra, fortunatamente, una bellissima notizia conferma l’ottimo stato di salute della Natura del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Nel mese di aprile viene accertata e documentata la presenza di una coppia di Corvi imperiali, il corvide più grande del mondo con un’apertura alare che può raggiungere il metro e mezzo! “Testimone del difficile cammino verso una ritrovata naturalità” secondo Franco Perco, direttore del Parco, il Corvo imperiale si è diffuso nell’Appennino centrale a partire dagli anni ’90 in seguito ad un intervento di reintroduzione avvenuto nel monte Velino, in Abruzzo, ma nelle Marche, prima d’ora, non era ancora stata ufficializzata la sua presenza stabile. Cliccando nell'immagine qui a fianco si accede ad una breve fotosequenza che testimonia la nidificiazione del corvide nel nostro parco.
[La foto a fianco ci è stata gentilmente concessa dall'autore, Giuseppe Turzi]










Riflettori puntati sul Camoscio appenninico

Il Camoscio appenninico è il grande protagonista della bella stagione nei Sibillini. Si comincia con il Camoscio Day, evento organizzato a maggio, in occasione della Settimana europea dei Parchi e del ventesimo compleanno del Life, asse finanziario con cui l’Unione Europea salvaguarda le specie e gli habitat inseriti nelle direttive comunitarie. E così, il pomeriggio del 22 maggio scorso, a Visso, si è tenuta una bella cerimonia in cui sono state ripercorse le principali tappe che hanno riportato il Camoscio appenninico a popolare anche i monti Sibillini e in cui sono stati simbolicamente premiati amministratori e soggetti privati che hanno sostenuto il progetto di reintroduzione contribuendo al suo successo.
Giugno è stato poi il mese dell’inaugurazione del Museo del Camoscio di Fiastra (MC), struttura realizzata con fondi POR della Regione Marche che ha trovato posto negli spazi del Centro di Educazione Ambientale Valle del Fiastrone. Quattro ambienti, continui e collegati tra loro in modo da creare un percorso espositivo ad anello, che individuano diversi ambiti tematici ed operativi per un piccolo gioiello nel campo dell’accoglienza turistica che completo l’offerta ai visitatori del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.
Nel mese di agosto, infine, il Parco annuncia con orgoglio il primo, storico trasferimento nel proprio territorio di Camosci appenninici prelevati in natura non nel Parco Nazionale d’Abruzzo, come era sempre avvenuto fino a quel momento, ma nel Parco della Majella, dove per la prima volta vengono effettuate catture con metodi del tutto innovativi. E’ un risultato storico, che segna una svolta nelle politiche di conservazione di questa specie e che premia l’impegno dei tecnici e dei dipendenti dei parchi nazionale dell’Appennino centrale, da tempo alleati per la ricostituzione degli ecosistemi originari in questo fantastico angolo della nostra penisola.
In totale, nel 2012, sono stai liberati nei monti Sibillini 5 animali di cui 4 femmine, provenienti dal Parco Nazionale della Majella e un maschio, proveniente dall’area faunistica di Lama dei Peligni. Sono stati poi effettuati due censimenti, quello estivo, nel mese di luglio, finalizzato al conteggio dei nuovi nati, e quello autunnale che si tiene in concomitanza con il periodo degli accoppiamenti e finalizzato quindi al conteggio della popolazione che in questo periodo dell’anno tende a raccogliersi in gruppi più facilmente individuabili. I due censimenti hanno coinvolto circa 40 persone di cui la metà volontari.
Complessivamente la popolazione di Camoscio appenninico dei Sibillini conta 38 individui e i nati nel 2012 sono 7 (su almeno 10 femmine in età riproduttiva).
[Nella foto: uno dei due Camosci catturati in Majella e rilasciati nei Sibillini il 9 agosto 2012]





Termina il mandato di Massimo Marcaccio

A metà giungo è terminato il mandato di Massimo Marcaccio, presidente del Parco per cinque anni in cui si è fatto apprezzare per aver instaurato un dialogo continuo con le realtà amministrative locali e con i dipendenti e i collaboratori del Parco.
Il quinquennio di presidenza di Marcaccio - segnato dalla drastica riduzione dei fondi governativi erogati ai parchi nazionali italiani - è stato comunque ricco di grandi risultati per il Parco, capace, anche grazie al continuo impegno del Presidente uscente, di convogliare ed indirizzare finanziamenti europei e regionali, risultati fondamentali per lo sviluppo del territorio. Su tutti ricordiamo i due progetti LIFE (Coornata e LIFE Ex-Tra), il completamento del sistema di fruizione del Parco con la creazione e la segnatura di 17 percorsi escursionistici e il grande sviluppo dei Centri di Educazione Ambientale del Parco che in questi cinque anni sono cresciuti molto grazie ai fondi regionali e ministeriali che il Parco è stato capace di reperire.
[Nella foto accanto: Massimo Marcaccio, a sinistra, insieme a Franco Perco, Direttore del Parco]









Equilibri naturali si affaccia sul panorama nazionale

Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini partecipa alla prima conferenza nazionale di Equilibri Naturali, progetto di educazione ambientale mutuato dall’esperienza americana e approdato in Italia nel 2008 proprio su iniziativa del Parco dei Sibillini. La conferenza, tenutasi il 20 settembre scorso, è stata ospitata dalla Presidenza della Repubblica nella prestigiosa tenuta di Castel Porziano e ha fatto finalmente emergere il significativo interesse delle più alte istituzioni dello Stato. Oltre al messaggio di benvenuto fatto pervenire agli organizzatori dalla Signora Clio Napolitano, infatti, Equilibri Naturali ha ricevuto in quell’occasione anche i favori della presidenza del Consigli dei Ministri che, con una lettera firmata dal Primo Ministro Mario Monti, ha evidenziato la grande portata dell’iniziativa.
Lo scopo prioritario di Equilibri naturali è quello di far riflettere sull’importanza degli stimoli e dei benefici derivati nei bambini dal contatto con ambienti naturali. La mancanza di questo contatto ha portato gli ambienti scientifici mondiali della sanità a delineare una vera e propria “sindrome da deficit di Natura”, causa di gravi patologie quali l’obesità e la sindrome da deficit di attenzione ed iperattività (ADHD).
[Nell'immagine il logo della campagna]






Ultimo anno del progetto Life Ex-Tra

Il 31 dicembre 2012 si è chiuso il Progetto LIFE Ex-Tra “Migliorare le condizioni per la conservazione dei grandi carnivori – trasferimento delle buone pratiche”. Per il Parco Nazionale dei Monti Sibillini - partner insieme al Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, al Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano e ad enti governativi di alcuni paesi dell’est europeo – è stata un’utile esperienza che ha fatto conoscere un approccio alla conservazione particolare e molto innovativo. Il punto di forza del progetto è stato l’avvio di un processo partecipativo che ha portato a dialogare con vari portatori di interesse, principalmente con gli allevatori, categoria verso la quale si sono rivolte le principali attività del progetto che hanno mirato alla mitigazione del conflitto tra la presenza dei grandi carnivori e l’allevamento di animali domestici.
Il progetto, oltre alle altre azioni di cui parliamo ampiamente in questa newsletter, ha portato alla realizzazione di alcune iniziative mirate alla sensibilizzazione dei cittadini e dei ragazzi delle scuole. Nel 2012, oltre ad alcuni programmi di educazione ambientale che si sono tenuti nelle scuole primarie dei comuni del Parco, si è tenuto uno spettacolo teatrale organizzato dal Parco che ha ottenuto un ottimo successo di pubblico. Attenti al lupo, questo il nome dello spettacolo, è andato in scena al Teatro La Fenice di Amandola il 20 ottobre ed ha intrattenuto bambini e adulti in una sorta di grande gioco interattivo che ha rovesciato il luogo comune del “lupo cattivo”. Oltre allo spettacolo teatrale, il Parco ha organizzato un’escursione naturalistica, anch’essa molto partecipata, che ha avuto come tema il rapporto tra il pastore e il lupo. La testimonianza diretta di un allevatore ovino della piccola frazione di Cupi di Visso ha fatto scoprire ai molti partecipanti i segreti di un mestiere antico e faticoso che ancora oggi si tramanda di generazione in generazione con immutata passione.
[Nella foto uno dei recinti elettrificati consegnati gratuitamente nell'ambito del progetto]