Corpo Forestale dello Stato, operazione anti – bracconaggio nel Parco
Il Coordinamento Territoriale per l’Ambiente (CTA) di Visso porta a termine una brillante operazione anti-bracconaggio all’interno del Parco. Sono state sequestrate armi non denunciate,
polvere da sparo e, addirittura, un trofeo di camoscio appenninico, specie rarissima recentemente rintrodotta nel Parco grazie ad un importante progetto finanziato con fondi comunitari.
Nel complimentarsi con il Dottor Roberto Nardi, Coordinatore del CTA di Visso, il Parco denuncia la costante riduzione di risorse e di personale del Corpo Forestale dello Stato. In particolare
si fa appello affinché vengano riaperti due comandi stazione ritenuti strategici: quello di Bolognola – tuttora chiuso - e quello di Ussita che invece è stato riaperto qualche mese più tardi.
Primi ripopolamenti di trota mediterranea
Proseguono con buoni risultati le attività del Progetto LIFE Trota e nel corso del 2015 sono state realizzate alcune azioni strategiche anche nel territorio del parco dei Sibillini. Il progetto,
finanziato dall’Unione Europea, annovera sei partner (oltre alla provincia di Pesaro e Urbino – capofila – e al Parco Nazionale dei Monti Sibillini, partecipano la provincia di Fermo, le Università
di Perugia e la Politecnica delle Marche e Legambiente) e ha l’obiettivo di conservare la trota mediterranea - specie autoctona riconducibile alla specie di interesse comunitario Salmo macrostigma -
anche mediante interventi di ripopolamento nei corsi d’acqua delle Marche ritenuti idonei. La sopravvivenza di questa preziosa specie - perfettamente adattata agli ambienti appenninici - è minacciata
da diversi fattori, tra cui la modificazione degli habitat fluviali e i ripopolamenti effettuati con trote "aliene" di provenienza atlantica. Ma proprio il territorio del Parco, sulla base di accurate
indagini genetiche, è stato individuato quale principale area di presenza di nuclei di trota mediterranea geneticamente quasi puri. Campioni di queste trote sono stati quindi prelevati e trasferiti
presso l'impianto ittiogenico di Cantiano, da cui sono stati riprodotti numerosi individui geneticamente selezionati destinati ai ripopolamenti.
Il primo ripopolamento di trota mediterranea nel territorio dei Sibillini è stato effettuato il 9 giugno nel comune di Castelsantangelo sul Nera, mentre in occasione del secondo intervento, avvenuto il
30 giugno lungo il fiume Tenna, poco a valle della gola dell’Infernaccio, si è tenuto un convegno ad Amandola dove sono stati presentati i primi risultati del progetto.
Lungo alcuni tratti di corsi d'acqua situati anche in Provincia di Pesaro e Urbino sono proseguite le operazioni di eradicazione della trota "aliena" atlantica, coordinate dal Parco; le trote catturate
vengono immediatamente riportate in acqua in ambienti controllati ed isolati, per lo più laghetti di pesca sportiva.
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