VISSO
Fondato prima di Roma

Gli eventi sismici del 2016 hanno interessato tutti i Comuni del Parco, seppur in misura differente. Molti edifici storici sono stati danneggiati e in alcuni comuni sono presenti zone rosse a cui è interdetto l’accesso.
Le zone rosse e, più in generale, le limitazioni all’accesso negli abitati e su strade e sentieri sono rappresentati nella mappa consultabile al seguente link: http://www.sibillini.net/il_parco/gps/mappaSisma.jpg Le descrizioni riportate di seguito sono riferite allo stato precedente il terremoto.

L'origine di alcuni centri abitati del Parco è legata al ruolo svolto, fin dalla preistoria, dalle popolazioni e dalle genti che qui transitavano per scopi di lavoro come la transumanza, di culto come i pellegrinaggi o durante le guerre.
Secondo la tradizione Visso fu fondato ben 907 anni prima dell'era di Roma dai Naharci, tribù sabine dedite alla pastorizia. L'insediamento abitativo si è strutturato nel tempo in municipia, guaite e borghi.
Oggi Visso, sede del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, appare come una gemma architettonica incastonata tra contrafforti boscosi alla confluenza di cinque valli percorse da altrettanti torrenti.




DA VISITARE Varcata porta S. Maria (1) si giunge alla piazza Martiri Vissani (2); di fronte si trova la chiesa di S. Agostino (3) del sec. XIV, nella cui sagrestia ha sede il Museo dei Manoscritti Leopardiani. La facciata è adornata da un portale gotico sovrastato dal rosone. L’ingresso della chiesa di S. Maria (4) del sec. XIII, è fiancheggiato da due leoni. Antistante il palazzo dei Governatori (5) del XIII sec., vi è il palazzo Varano (6) del 1516. Nei pressi di palazzo dei Priori (7) si possono ammirare il palazzo della Pia Casa (8) e il balconcino medioevale (9). Dalla chiesa della Concezione (10) del XIV secolo, si gode il panorama del centro storico. Oltrepassata porta Ussitana (11) si giunge al palazzo Boncompagni (12). Segue la chiesa del Monastero di San Giacomo (13) del XVI secolo. Attraversato il ponte sul torrente Ussita, si raggiungono il palazzo Odescalchi (14), la chiesa di S. Croce (15) del sec. XIV e quella di S. Francesco (16) del sec. XV, dalla facciata in stile romanico goticizzante. Oltrepassata la porta ad arco ogivale di Pontelato (17) si fiancheggiano le mura castellane (18) per raggiungere porta Sant’Angelo (19).

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