IL CERVO


Superordine: Ungulati (Ungulata

Ordine: Artiodattili (Artiodactyla)

Famiglia: Cervidi (Cervidae)

Genere e specie: Cervus elaphus
                               Linnaeus,1758



Il cervo è tornato a vivere sui Monti Sibillini, dopo quasi 200 a ni dalla sua scomparsa, grazie ad un progetto di reintroduzione realizzato dal Parco. Alcuni esemplari sono stati liberati in natura, mentre altre vivono in semilibertà nel Centro faunistico, situato nel Comune di Castelsantangelo sul Nera.

LE DIMENSIONI
Il maschio, sensibilmente più grande della femmina ha una lunghezza tra i 185 e i 210 cm, un'altezza da 105 a 140 cm e un peso variabile tra i 100 e i 300 Kg.  la femmina ha una lunghezza tra i 150 e i 180 cm, un'altezza da 95 a 110 cm e un peso variabile tra i 70 e i 130 Kg. I cerbiatti pesano alla nascita da 7 a 13 Kg.

L'ASPETTO (morfologia)
Varia tra maschio e femmina e a seconda dell'età. Il muso, appuntito fino al primo anno di vita, tende ad assumere una forma triangolare, il collo da sottile, nei maschi tende progressivamente ad ingrossarsi, come anche la criniera che diventa più folta. Ciò che in maniera più evidente differenzia i due sessi è la presenza, solo nel maschio, dei palchi (le "corna" dei cervidi). Essi sono caduchi, infatti cadono tra febbraio e marzo e ricrescono, ramificandosi ogni anno di più. Dalle loro dimensioni e dalle ramificazioni possiamo infatti stabilire l'età dei diversi esemplari. La "pulitura" del "velluto" che riveste i palchi, avviene tra luglio e settembre, quando ormai essi hanno raggiunto il massimo sviluppo. Il mantello presenta una colorazione bruno rossastra, più chiara sul ventre. Dopo la muta autunnale il mantello si scurisce e assume una colorazione  grigio bruno. Nei cerbiatti il manto è rossiccio e presenta delle caratteristiche macchioline biancastre.

L'HABITAT
E' costituito da vaste estensioni forestali di conifere o di latifoglie, intervallate da ampie radure. Il bosco è il suo riparo naturale e quando si sposta in aree aperte predilige quelle ad esso limitrofe.

L'ALIMENTAZIONE
Il cervo, rigorosamente erbivoro, ha una discreta capacità di adattamento e cambia la propria dieta a seconda delle stagioni e della disponibilità di cibo. In autunno e in inverno si ciba di frutti selvatici ed erba secca e, quando questi cominciano a scarseggiare, di corteccia di alberi. In primavera ed estate  si nutre invece di varie specie foraggiere, di gemme e frutti selvatici.

LA RIPRODUZIONE
La maturità sessuale fisiologica viene raggiunta tra il primo e il secondo anno di vita, mentre quella psicologica si ha per i maschi tra i sette e gli otto anni, mentre per le femmine a partire dal terzo anno di vita. La gestazione dura da 226 a 236 giorni e di norma viene partorito un solo piccolo, raramente 2. Le nascite si concentrano nei mesi di maggio - giugno

LE ABITUDINI
La durata di vita del cervo, in natura, non supera generalmente i 17-18 anni. I cervi vivono in branchi composti da femmine e giovani maschi di 1 anno. I maschi anziani vivono solitari, presentando un certo grado di territorialità, mentre quelli più giovani, subadulti e maturi (cioè che non hanno o hanno rispettivamente raggiunto la maturità sessuale, formano piccoli gruppi. Nel periodo degli amori i maschi si uniscono ai branchi delle femmine ed emettono i caratteristici bramiti, forti suoni che hanno funzione di richiamo sessuale. Per conquistare le femmine e formare un proprio harem spesso i maschi adulti di età simili lottano, in modo poco cruento, spingendosi con le corna. Più elevato è il grado gerarchico del maschio, maggiore è il numero di femmine che compongono l'harem. Durante la fase di parto i branchi si scindono per formare unità familiari composte dalla madre, dal figlio di un anno e dal nuovo nato.

REINTRODUZIONE DEL CERVO NEL PARCO NAZIONALE DEI MONTI SIBILLINI

Grazie ad un progetto di reintroduzione, il cervo è tornato a vivere sui Monti Sibillini. Tra il 2005 e il 2006, infatti, sono stati immessi in natura, nel territorio del Comune di Castelsantangelo sul Nera (MC), 49 esemplari di Cervo, di cui 18 maschi e 31 femmine, provenienti della Foresta Demaniale di Tarvisio. Mediante la tecnica del radiotracking, gli zoologi seguono attentamente gli spostamenti e le attività degli animali, che possono essere localizzati grazie ai segnali emessi da appositi radiocollari. Quattro esemplari sono stati invece immessi nel centro faunistico, dove si hanno già due nuovi nati.

INCONTRIAMO IL CERVO

Incontrare il cervo e imparare a conoscerlo e riconoscerlo è possibile grazie all'ECOMUSEO DEL CERVO, che si compone di un centro visita e di centro faunistico.

il Centro Visita è articolato in un percorso che si snoda tra suggestivi “diorami”, cioè ricostruzioni di ambienti naturali realizzati artigianalmente con l’uso di materiali differenti e preparati tassidermici (animali imbalsamati trovati morti). Un grande maschio di Cervo, dal palco imponente, accoglie i visitatori nel suo nobile portamento. Gli altri diorami rappresentano gli ambienti più tipici del Parco e la fauna che ospitano: la faggeta d’inverno, il bosco di querce e aceri in autunno, il fiume e le sorgenti, i piani carsici e le alte vette. L’acquario con anfibi vivi e un plastico dei Monti Sibillini completano il quadro degli allestimenti, mentre pannelli didattici e numerose fotografie offrono informazioni e sensazioni che potranno essere rivissute direttamente negli ambienti del Parco. Grazie ad una postazione multimediale, si può viaggiare nel passato, rievocato dai racconti e dalle immagini di pastori ed anziani delle alte valli del Nera. In una sala scorrono immagini di natura con sottofondo musicale, mentre ai bambini è destinato un apposito spazio dove essi possono disegnare e dipingere il “Parco con i loro occhi”.

Il Centro Faunistico Raggiungibile a piedi dal centro visita, è rappresentato da una vasta area recintata (circa 29 ettari ) in cui sono presenti mangiatoie e torrette per l'avvistamento. I cervi, in tale area, vivono in condizioni  di “semi-libertà”, e possono quindi mantenere comportamenti e abitudini – anche nell’alimentazione e nella riproduzione - molto simili a quelle naturali. Grazie all’ausilio di pannelli informativi, torrette di osservazione e soprattutto di personale qualificato, è possibile osservare e conoscere i tanti e diversi segni di presenza, il sesso, l’età e i comportamenti di questo grande ungulato, vero e proprio “Signore dei boschi”.

PER SAPERNE DI PIU'

I filmati:

- il primo rilascio (5 marzo 2005): download (1,6 Mb circa)
- il secondo rilascio (7 aprile 2005): download (1,1 Mb circa)
- il terzo rilascio rilascio (22 febbraio 2006): download (2,6 Mb circa)
download a bassa definizione (760 Kb circa)

Il progetto

Articoli tratti da Voci dal Parco

Pubblicazioni

 

 

 

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Revised -- 31.07.2006
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