HABITAT 61.70 (Formazioni erbose calcicole alpine e subalpine)
Comprende:
- Praterie primarie; mosaico di comunità vegetali a dominanza di Sesleria tenuifolia sui versanti più acclivi e di Plantago atrata ssp. atrata su quelli ad acclività minore.
-Praterie primarie a cotica erbosa aperta (seslerieti) o chiusa e compatta (cariceti a Carex kitabeliana); tipiche del piano subalpino/alpino (2.000-2.400 m s.l.m.) ancora poco studiate nel territorio dell’Appennino umbro-marchigiano.
Presentano un valore geobotanico molto elevato, poiché qui sono diffuse specie rare, endemiche e di particolare significato fitogeografico. Inoltre, questa vegetazione è costituita da un pool di specie acidofile e di carattere artico-boreale, che si differenzia nettamente dal contesto floristico temperato-montano del resto dell’Appennino umbro-marchigiano.
Siti della rete natura 2000 in cui è presente:

Faggete del S.Lorenzo
Monte Bove
Monte Patino – Valle Canatra
Monte Porche – Palazzo Borghese – Monte Argentella
Monte Vettore e Valle del Lago di Pilato
Rio Terro
Val di Fibbia - Valle dell'Acquasanta
Valle dell’Ambro
Valle dell’Infernaccio - Monte Sibilla
Possibili minacce

In questi tipi di habitat presenti in siti prevalentemente di prateria con distribuzione montana, le possibili minacce sono legate a fenomeni di degradazione del suolo per compattazione, dovuti a calpestio (eccessiva fruizione, attività di volo libero) e alla gestione delle piste da sci; a fenomeni di erosione (idrica incanalata e di massa). Considerate inoltre le particolari condizioni geomorfologiche dei siti di questa tipologia, i rischi di erosione del suolo e di frane sono maggiori che altrove.
Si segnala inoltre che il sovrapascolamento, con conseguente impoverimento e degrado dei soprassuoli, può rappresentare un grave problema anche per il camoscio appenninico in via di reintroduzione da parte del Parco, in conseguenza, alla possibile trasmissione di patologie da parte del bestiame pascolante; di contro, un moderato pascolamento può mantenere un’elevata biodiversità, favorendo Ungulati, Lagomorfi e Galliformi.