HABITAT 91.E0 (*Foreste alluvionali residue di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior - Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)
Comprende:
- Boschi meso-igrofili di Ontano nero (Alnus glutinosa).
-Boschi di ontano nero (Alnus glutinosa) con strato arbustivo poco sviluppato e strato erbaceo molto ricco.
In generale si tratta di formazioni che occupano le sponde dei maggiori corsi d’acqua, sviluppandosi sui terrazzi interessati dalle piene solo saltuariamente. I suoli che prediligono sono quelli alluviali evoluti.
Questi boschi, diffusi lungo alcuni dei corsi d’acqua che attraversano l’Appennino ubro-marchigiano; hanno un valore geobotanico molto elevato, poiché queste formazioni sono state quasi ovunque distrutte dall’uomo per creare aree agricole fertili e facilmente irrigabili. Ai fini della conservazione della biodiversità è importante sottolineare che la flora tipica di questo habitat è oggi per lo più relegata in residuali settori marginali delle aste fluviali quasi sempre, fortemente minacciati.
Siti della rete natura 2000 in cui è presente:

Boschi ripariali del Tronto
Gola della Valnerina - Monte Fema
Possibili minacce

Tra le minacce di degrado che possono avere riflessi più diretti sugli habitat forestali di ambiente fluviale, si possono indicare:
• le modificazioni strutturali e le alterazioni degli equilibri idrici dei bacini, che sono dovuti a processi di urbanizzazione (costruzione di strade, edifici, ponti), ad interventi di artificializzazione dell’alveo (rettificazione, arginatura, ecc.), a sbarramenti dei corsi d’acqua (processi d’erosione fluviale), alle captazioni idriche (abbassamento della falda e prosciugamento degli specchi d’acqua), all’estrazione di ghiaia e sabbia e alla complessiva modifica del regime delle portate (piene catastrofiche);
• il cambiamento della qualità delle acque, dovuto allo scarico di eccessive quantità di azoto e fosforo, provenienti dalle acque reflue urbane e dalle colture agricole, all’emissione di composti organici volatili (ad esempio CO2, H2S) e alla deposizione d’inquinanti atmosferici (ad esempio, piogge acide);
• l’inquinamento che, ad esempio, può far regredire i popolamenti forestali in formazioni a canneto;
• la diffusione di specie alloctone invadenti negli habitat forestali (ad esempio, robinia, ailanto, quercia rossa, ecc.);
• la compattazione e il costipamento del terreno (da calpestio, transito di cavalli, traffico ciclistico, ecc.).