HABITAT 92.A0 (Foreste a galleria di Salix alba e Populus alba)
Comprende:
- Boschi ripariali di Salice bianco (Salix alba) con strati arbustivo ed erbaceo poco rappresentati.
Si tratta in generale di un'associazione che si sviluppa sui terrazzi più vicini al greto del fiume, spesso devastati da ondate di piena. I suoli sono sassosi ed immaturi sia lungo i torrenti montani che sulle rive del tratto pedemontano e planiziale.
In questo habitat si rinvengono boschi che sono diffusi lungo tutti i corsi d’acqua dell’Appennino umbro-marchigiano, anche se quasi sempre in condizioni di estremo degrado strutturale.
Ai fini della conservazione della biodiversità è importante sottolineare che la flora tipica di questo habitat è oggi per lo più accantonata in residui settori marginali delle aste fluviali, quasi sempre minacciati e di esigue dimensioni.
Siti della rete natura 2000 in cui è presente:

Boschetti ripariali del Tronto
Gola del Fiastrone
Gola della Valnerina - Monte Fema
Marcite di Norcia
Monte Castel Manardo
Monte Oialona
Rapegna - Cardosa
Rio Terro
Valle dell’Ambro
Valle dell’Infernaccio - Monte Sibilla

Possibili minacce

Tra le minacce di degrado che possono avere riflessi più diretti sugli habitat forestali di un ambiente fluviale, presenti anche nelle parti alluvionali più prossime ai corsi d’acqua, si possono indicare:
• le modificazioni strutturali e le alterazioni degli equilibri idrici dei bacini, che sono dovuti a processi di urbanizzazione (costruzione di strade, edifici, ponti), ad interventi di artificializzazione dell’alveo (rettificazione, arginatura, ecc.), a sbarramenti dei corsi d’acqua (processi d’erosione fluviale), alle captazioni idriche (abbassamento della falda e prosciugamento degli specchi d’acqua), all’estrazione di ghiaia e sabbia e alla complessiva modifica del regime delle portate;
• il cambiamento della qualità delle acque, dovuto allo scarico di eccessive quantità di azoto e fosforo, provenienti dalle acque reflue urbane e dalle colture agricole, all’emissione di composti organici volatili (ad esempio CO2, H2S) e alla deposizione d’inquinanti atmosferici (ad esempio, piogge acide);
• l’inquinamento che, ad esempio, può far regredire i popolamenti forestali in formazioni a canneto;
• la diffusione di specie alloctone invadenti gli habitat forestali (ad esempio, robinia, ailanto, quercia rossa, ecc.);
• la compattazione e il costipamento del terreno (da calpestio, transito di cavalli, traffico ciclistico, ecc.);
• il pericolo d’incendio;
• interventi per la manutenzione di metanodotti ed elettrodotti.