Comprende:
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Boschi a dominanza di sclerofille sempreverdi.
-Bosco a dominanza di leccio (Quercus ilex) con gli strati arbustivo ed erbaceo poco rappresentati.
Si tratta di Leccete edafo-xerofile che nell’Appennino centrale occupano i versanti molto acclivi ed esposti a sud, dai fondovalle fino ai 700-800 m di quota.
I Piani Bioclimatici di riferimento sono quelli basso ed alto-collinare (dove questi boschi tendono a rifugiarsi nelle aree fortemente soleggiate). I litotipi d’elezione sono i substrati calcarei compatti (Calcare Massiccio e Maiolica) con morfologie semirupestri.
Si tratta di formazioni note per numerose località dell’Appennino umbro-marchigiano, oltre che per tutta la fascia costiera dell’Italia peninsulare e della Dalmazia.
Di notevole interesse biogeografico costituisce uno degli elementi più salienti per la conservazione della biodiversità in quanto concentra un pool di specie di impronta mediterranea che si differenzia nettamente dal contesto floristico temperato-collinare dei settori appenninici marchigiani.