IL CAMOSCIO E LA SIBILLA
Panda d'Oro 2010



 

 

La reintroduzione del camoscio appenninico nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini è tra i sette progetti che concorreranno al Panda d’Oro 2010, il premio che il WWF assegna a enti pubblici e privati che si distinguono per la realizzazione di progetti di conservazione del patrimonio naturale italiano. L’edizione 2010 - Anno Internazionale della Biodiversità - ha già ricevuto il prestigioso riconoscimento del Presidente della Repubblica che ha voluto conferire al premio Panda d’Oro la propria Medaglia. Per la prima volta sarà possibile scegliere il progetto che merita l’assegnazione del Panda d’Oro 2010: fino al 18 ottobre, chiunque potrà votare il proprio progetto preferito collegandosi al sito del WWF

  • Vota il progetto del Parco Nazionale dei Monti Sibillini



  • Il progetto candidato al Panda d’oro è stato avviato nel 2006 e si è concluso nel 2009; grazie a diversi interventi di immissione ha permesso la creazione di una neo colonia di camoscio appenninico sui Monti Sibillini, in attuazione del Piano d’azione Nazionale per il Camoscio Appenninico, redatto dall’ex INFS (ora I.S.P.R.A.) e dal Ministero dell’Ambiente. Il progetto fa parte di una più ampia programmazione nata sulla base delle azioni realizzate nell’ambito del progetto Life Natura 2002 Conservazione di Rupicapra pyrenaica ornata nell’Appennino centrale e della programmazione operativa definita congiuntamente con il Ministero dell’Ambiente, il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, l’ISPRA (ex INFS), il Corpo Forestale dello Stato che ha visto anche il coinvolgimento dell’Università degli Studi di Siena e dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e del Molise. Nel 2008 sono stati attuati i primi interventi di rilascio per un numero complessivo di 8 camosci, di cui 5 femmine e 3 maschi catturati nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e trasportati mediante l’elicottero del Corpo Forestale dello Stato e dell’Esercito Italiano. Nel 2009 sono stati invece rilasciati 5 esemplari, di cui 3 (due femmine e un maschio) provenienti dall’area faunistica di Lama dei Peligni, nel Parco Nazionale della Majella, e 2 (una femmina e un maschio) provenienti dall’area faunistica di Farindola, nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

  • Ripercorri tutte le tappe che hanno portato a vivere il signore delle rupi sui monti Sibillini
  •