Proseguono le attività di monitoraggio del lupo nell'ambito del progetto Wolfnet2.0 - finanziato dal ministero dell'Ambiente - e del programma triennale cofinanziato dalla Regione Marche.
L'inverno è il periodo adatto ad effettuare anche lo snow tracking (letteralmente "tracciamento su neve"), consistente nel seguire le piste di lupo sulla neve al fine di conoscere gli
spostamenti e la composizione numerica dei gruppi familiari di questa specie di interesse comunitario prioritaria. Purtroppo i fattori di mortalità del lupo a causa dell'uomo sono ancora
significativi e l’anno si apre proprio con la pessima notizia del ritrovamento di un lupo ucciso a colpi di fucile nell’area settentrionale del parco. Sale così a nove il numero di lupi
uccisi direttamente dall’uomo ritrovati negli ultimi sei anni all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, quasi due l’anno in media (1,8). Si tratta di un dato preoccupante, che
evidenzia come il bracconaggio sia un fenomeno ben presente anche all'interno dell'area protetta e il Parco ha richiamato l'attenzione delle istituzioni - compresi i ministeri dell'Ambiente
e delle Politiche agricole - sulla necessità impellente di rafforzare le misure di sorveglianza nel territorio per non rischiare di vanificare gli sforzi compiuti per la salvaguardia della
biodiversità.
La buona notizia è l'ottimo lavoro di prevenzione del bracconaggio compiuto dal Corpo Forestale dello Stato e, quando mancano pochi giorni ormai alla fine dell’anno, quello di gennaio è l’unico
esemplare ritrovato di lupo ucciso all’interno del Parco nel 2015. Speriamo che rimanga tale per molto altro tempo ancora.
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