Passeggiate e Pedalate di gusto, ultimi appuntamenti e bilancio delle attività
Con la fine del mese di ottobre si è concluso il progetto Expo e Territori nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini. E’ stato un progetto ambizioso che ha impegnato il Parco per tutta la durata di
EXPO 2015 ma che ha portando centinaia di visitatori sui sentieri dei Sibillini, all’interno delle aziende agricole del territorio, nei ristoranti e nelle piazze di molti dei diciotto comuni che ne
fanno parte.
Così come era negli obiettivi del progetto, Expo e Territori ha mostrato il rapporto che lega il prodotto al territorio attraverso la tutela della biodiversità, la storia e lo stile di vita di questa terra,
promuovendo una sorta di viaggio nel patrimonio culturale e paesaggistico dei Sibillini.
Da questo link al sito del Parco si possono rivivere tutti gli appuntamenti di Expo e Territori nel Parco nazionale dei monti
Sibillini: passeggiate e pedalate di gusto, cooking show, convegni tradizionali e convegni itineranti, mostre e degustazioni di prodotti tipici.
Approvato il Piano quadriennale di gestione del cinghiale
ll 12 ottobre il Consiglio direttivo approva il nuovo Piano di gestione del cinghiale e di monitoraggio del capriolo che avrà durata quadriennale.
La popolazione di cinghiale, specie reintrodotta in tutti gli Appennini a partire dagli anni Settanta per scopi venatori, è nel tempo notevolmente cresciuta andando a colonizzare nuovamente gran parte
di quei territori, dalla Sicilia alle Alpi, da cui si era estinto in tempi storici recenti. Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, sin dalla sua istituzione, ha affrontato il problema adottando
un’articolata strategia che comprende il monitoraggio, la prevenzione, gli indennizzi dei danni e interventi di controllo numerico della specie mediante prelievo selettivo. Nel corso del 2015 si è
concluso con buoni risultati il Piano triennale di gestione del cinghiale, in attuazione del quale sono stati rimossi 767 capi.
Lo scopo principale del Piano è quello di ridurre la popolazione di questa specie entro una soglia ritenuta sostenibile e tale, cioè, da prevenire gli "squilibri ecologici" causati soprattutto dai danni
agli ecosistemi agricoli che, in alcuni settori del Parco, costituiscono anche habitat importanti per la biodiversità. Il controllo numerico è attuato mediante interventi di prelievo selettivo tramite
abbattimento da appostamento fisso e catture con trappole. Gli obiettivi del Piano, nonché i metodi di controllo, sono stati attentamente valutati e definiti nel pieno rispetto della legge quadro sulle
aree protette (L. n. 394/1991) e delle "Linee guida per la gestione del cinghiale nelle aree protette", redatte dal ministero dell'Ambiente e dall'I.S.P.R.A. nel 2010.
E’ stato ovviamente tenuto conto del ruolo ecologico positivo del cinghiale: non dimentichiamo, infatti, che questo ungulato è divenuto la principale preda naturale del lupo, specie di interesse
comunitario prioritaria. Le tecniche di prelievo selettivo, inoltre, escludono i metodi più invasivi, come la battuta e la braccata, e sono effettuati sotto la diretta iniziativa del Parco, che si
avvale di zoologi esperti, del Coordinamento Territoriale per l’ambiente del Corpo Forestale dello Stato e degli operatori di selezione formati ed abilitati direttamente dal Parco.
Il Piano dedica poi particolare attenzione ai sistemi di prevenzione dei danni, costituiti principalmente dalle recinzioni elettrificate ma anche dal foraggiamento dissuasivo e dall’incentivazione di
colture a perdere. Attualmente sono 170 gli operatori di selezione formati dal Parco. Trentacinque sono invece gli agricoltori abilitati dal Parco alle catture con trappole fisse.
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