La pastorizia ha rappresentato per secoli una delle attività economiche e culturali più radicate nei Monti Sibillini, modellando non solo l'economia locale, ma anche il paesaggio e la biodiversità. Fino alla metà del Novecento, questa pratica era organizzata secondo il modello della transumanza, lo spostamento stagionale delle greggi e delle mandrie tra i pascoli d'alta quota, utilizzati in primavera ed estate, e le zone collinari o costiere, raggiunte in autunno e inverno per sfuggire al gelo e alla neve.

foto di un gregge al pascolo

La transumanza: un ritmo millenario

Nei Sibillini, la transumanza seguiva itinerari consolidati: in tarda primavera i pastori salivano verso i piani di Castelluccio, i pascoli del Monte Bove e del Monte Vettore, mentre in autunno scendevano lungo tratturi e mulattiere verso la valle del Tronto, le colline marchigiane o addirittura fino al Tavoliere delle Puglie. Il viaggio era scandito da soste prestabilite, necessarie per nutrire gli animali e riposare, e poteva durare anche diverse settimane.

due pastori Maremmano-abruzzesi che riposano con di fienco un gregge di pecore

I cani da guardiania: difensori silenziosi

Fondamentale per la riuscita dell'attività pastorale era la presenza dei cani da pastore Maremmano-Abruzzesi, grandi, bianchi e possenti, addestrati a proteggere il gregge da lupi e volpi. Questi cani vivevano a stretto contatto con le pecore fin da cuccioli, sviluppando un legame di appartenenza al branco che li rendeva instancabili difensori. Oltre ai cani da guardiania, erano impiegati anche cani conduttori, più agili e veloci, per radunare e guidare gli animali.

foto di un gregge di pecore

Gli animali e le razze

La specie dominante era la pecora Sopravissana, frutto di un incrocio ottocentesco tra ovini locali e merinos spagnoli, rinomata per la lana fine e la carne di qualità. A essa si affiancavano capre rustiche, utili per sfruttare pascoli marginali, e bovini di razza Marchigiana, noti per la robustezza e la qualità delle carni. I cavalli del Catria, resistenti e sicuri sui sentieri montani, erano utilizzati per seguire le greggi e trasportare carichi.

I prodotti della pastorizia

Dal latte ovino e caprino si ottenevano formaggi tipici come il pecorino dei Sibillini e la ricotta fresca o salata, mentre il latte vaccino contribuiva alla produzione di caciotte e formaggi misti. La carne di agnello e capretto, consumata fresca o lavorata in salumi e insaccati, rappresentava un'importante risorsa alimentare e commerciale. La lana, un tempo preziosa, aveva mercato sia locale sia nazionale, soprattutto fino alla crisi tessile del secondo dopoguerra.

Evoluzione delle aziende familiari

Fino ai primi decenni del Novecento la pastorizia era organizzata in piccole aziende familiari, spesso integrate con l'agricoltura di sussistenza. Ogni famiglia possedeva un gregge proprio o partecipava a greggi comunitari. Con l'industrializzazione e lo spopolamento montano, molte aziende chiusero o ridussero drasticamente il numero di capi. Oggi le realtà pastorali sopravvissute sono spesso a conduzione familiare, ma gestite in forma più professionale, con stalle moderne, mungitura meccanica e filiere corte per la vendita diretta.

Dati storici e attuali

Secondo dati storici raccolti da fonti comunali e catastali:

  • Primi del Novecento: nei Monti Sibillini si stimavano circa 180.000 ovini e 25.000 bovini, distribuiti soprattutto nei comuni di Visso, Castelsantangelo sul Nera, Ussita, Norcia, Arquata del Tronto e Montegallo.
  • Oggi: il patrimonio si è ridotto a circa 25.000 ovini e 4.000 bovini in tutta l'area del Parco Nazionale, con un calo superiore all'80%.

La contrazione è dovuta alla riduzione della manodopera, ai cambiamenti del mercato e alle difficoltà legate alla predazione e alla concorrenza di produzioni intensive.

La pastorizia nei Monti Sibillini non è solo una pratica economica: è un patrimonio culturale, ecologico e identitario. Mantenere viva questa tradizione significa conservare un paesaggio aperto, una ricca biodiversità e un legame millenario tra l'uomo e la montagna.

 

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