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CAMOSCIO APPENNINICO
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IL PROGETTO LIFE2002/NAT/IT/8538
Conservazione di Rupicapra pyrenaica ornata nell'Appennino centrale
OBIETTIVI
Obiettivo principale del progetto è quello di garantire la conservazione e
lo sviluppo dei nuovi nuclei di camoscio appenninico sui massicci della Majella e del Gran Sasso sul lungo periodo,
aumentandone la variabilità genetica e la consistenza numerica e riducendo i rischi collegati alle interazioni dirette
e indirette con il bestiame domestico e le attività antropiche. Inoltre, il progetto punta sull'ampliamento dell'areale
della specie nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini con la creazione di un nuovo nucleo, per aumentare l'efficacia
delle misure di conservazione firnora intraprese.
AREA D'INTERVENTO
L'area d'intervento,
che comprende per intero gli habitat culminali di massicci montuosi del Gran Sasso, della Majella e dei Sibillini, è
di diverse decine di migliaia di ettari; essa è localizzata interamente all'interno di tre parchi nazionali ed è
caratterizzata dallo status di protezione comunitaria di SICp.
Gli habitat interessati costituiscono da un
punto di vista naturalistico un unicum per la qualità degli ambienti di interesse comunitario che vi si riscontrano:
perticaie di Pinus mugo, formazione di ginepri, ghiaioni calcarei, formazioni erbose secche coperte da cespugli,
pavimenti calcarei, vegetazione casmofitica dei pendii rocciosi calcarei, ghiaioni eutrici, formazioni erbose di nardo,
lande alpine etc., importanti sia per la flora che li caratterizza (tra le specie di interesse comunitario ricordiamo
Adonis distorta, Androsace mathildae, Cypripedium calceolus, etc.), che per le specie faunistiche
presenti (tra cui Rupicapra pyreneica ornata,Vipera ursinii, Aquila chrysaetos,
Falco biarmicus, Loxia curvirostra, Pyrrhocorax pyrrhocorax, Eudromia morinellus). Il clima
estremo tipico di questi ambienti, associato alla presenza antropica, sia di tipo tradizionale (pascolo) sia turistica,
rende questi ecosistemi particolarmente vulnerabili.
CONTESTO SOCIO-ECONOMICO
Il progetto
"Life Natura 2002 - camoscio appenninico" si svolge in aree non antropizzate, a quote elevate sui maggiori massicci
dell'Appennino centrale, dove è in corso l'attuazione degli interventi nell'ambito del progetto APE - Appennino Parco
d'Europa. Gli aspetti socioculturali più notevoli e diffusi sono basati sulla pastorizia e sulle attività agricole
tradizionali.
Sulla Majella, le attività zootecniche che persistono sono residuali e presentano al proprio
interno una serie di contraddizioni, che poi sono le principali cause del degrado. È in questo contesto che si sviluppa
l'abbandono del presidio del territorio da parte dei locali. Ad amplificare il tutto contribuisce anche il Regolamento
comunitario sulla qualità e sanità dei prodotti alimentari, anche se una forma possibile di riorganizzazione del settore
avverrà attraverso il nuovo Piano di Sviluppo Rurale che premia gli allevatori che svolgono la propria attività in
maniera compatibile con il territorio in particolare dei SIC.
La reintroduzione del camoscio appenninico è
generalmente considerata un fattore positivo dalle popolazioni locali, perché interferisce poco con le attività
produttive, salvo che per alcuni specifici aspetti della pastorizia e dell'allevamento del bestiame, adeguatamente
descritti ed affrontati nel progetto.
MINACCE
1. Dimensioni limitate delle popolazioni
e ridotta variabilità genetica; 2. competizione da parte dell'allevamento del bestiame e della pastorizia; 3.
impatto del turismo; 4. minaccia bracconaggio; 5. randagismo canino.
AZIONI PROPOSTE
Categoria A: Azioni preparatorie, elaborazione di piani di gestione- A.1 Piano d'idoneità
- A.2 Piano di gestione delle emergenze sanitarie
- A.3 Elaborazione progetti esecutivi d'intervento
- A.4 Formazione operatori per il monitoraggio
- A.5 Stipula convenzione
Categoria
B: Acquisto/affitto terreni e/o dirittiB.1 Acquisto di un'area di 3 haCategoria
C: Gestione saltuaria- C.1 Captive Breeding Programme
- C.2 Liberazione di nuovi soggetti
- C.3 Screening genetico
- C.4 Realizzazione area faunistica del camoscio
- C.5 Censimento del bestiame
pascolante e valutazione del suo stato sanitario
- C.6 Realizzazione di un laboratorio veterinario per emergenze
sanitarie
- C.7 Riduzione dell?impatto turistico sul camoscio sulla Majella
Categoria D:
Gestione periodica- D.1 Monitoraggio periodico dei nuclei presenti nel 2° e 3° anno
- D.2 Controllo
periodico dello stato sanitario deo bestiame pascolante e attuazione di misure di prevenzione di routine
- D.3
Manutenzione periodica delle aree faunistiche
Categoria E: Sensibilizzazione del pubblico e
divulgazione dei risultati- E.1 Comunicati stampa
- E.2 Diffusione del progetto attraverso
Internet
- E.3 Opuscolo illustrativo sul progetto indirizzato ai frequentatori dei 3 parchi
- E.4
Opuscolo illustrativo sulle aree faunistiche del camoscio
- E.5 Produzione di 3 poster sul camoscio appennico
- E.6 Sensibilizzazione nelle Scuole
- E.7 Convegno tecnico internazionale sulla reintroduzione di
animali di interesse comunitario a rischio e incontro con le popolazioni residenti
- E.8 Produzione e collocazione
di pannelli e cartelli
- E.9 Sensibilizzazione dei proprietari e gestori del bestiame
- E.10 Laymen's
report
Categoria F: Gestione generale del progetto- F.1 Coordinamento generale del
progetto
- F.2 Coordinameto amministrativo del progetto
- F.3 Revisione e certificazione contabile
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