MONITORAGGIO E CONSERVAZIONE DEGLI ANFIBI NEL PARCO NAZIONALE DEI MONTI SIBILLINI

Soggetti attuatori

Parco Nazionale dei Monti Sibillini attuato con fondi di bilancio avvalendosi dello Studio Naturalistico Associato Hyla di Tuoro sul Trasimeno (PG).

Breve descrizione della specie

Gli Anfibi sono una classe di Vertebrati comparsi sulla terra più di 360 milioni di anni fa. Da allora hanno colonizzato le terre emerse e si sono diversificati enormemente andando a ricoprire diversi ruoli ecologici negli ecosistemi di tutto il mondo. Attualmente, per diversi fattori tra cui i cambiamenti climatici e la pressione umana, molte specie stanno estinguendosi rendendo gli anfibi uno dei gruppi animali più vulnerabili sul nostro pianeta. Essi sono estremamente sensibili alle perturbazioni ambientali e vengono quindi utilizzati come bioindicatori della salute di diversi habitat ed ecosistemi forestali e di acqua dolce. Risulta pertanto fondamentale conoscere la distribuzione e lo stato di conservazione delle diverse specie di Anfibi in un determinato territorio, ancor più se ci troviamo all’interno di un’area protetta quale il Parco Nazionale dei Monti Sibillini.

Motivi dell'intervento

All’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini sono segnalate 13 specie di Anfibi a cui si aggiungono due specie note per delle aree al confine con l’area protetta, in particolare tritone italiano (Lissotriton italicus) e rana montana (Rana temporaria), e una di dubbia presenza, il tritone alpino (Ichthyosaura alpestris), ma comunque segnalata a pochi chilometri dal confine. Delle specie conosciute, almeno due (Salamandra salamandra e Bombina pachypus) sono molto rare e localizzate. L’esiguità dei dati rende la conoscenza della distribuzione e dello stato di conservazione di queste popolazioni assai scarsa, ragion per cui risulta difficile pianificare interventi di conservazione o reintroduzione in particolari habitat. La presenza discontinua di zone adatte ad anfibi che prediligono ambienti boschivi, umidi, con torrenti adatti alla riproduzione di S. salamandra e Salamandrina perspicillata, rende la comunicazione tra le popolazioni della stessa specie assai ardua, provocando l’isolamento genetico ed aumentandone la vulnerabilità. Alcuni tagli boschivi, specialmente in queste zone, possono compromettere la sopravvivenza di queste piccole popolazioni; inoltre, l’introduzione incontrollata di ittiofauna, soprattutto se con specie e/o sottospecie alloctone, può provocare la totale assenza di successo riproduttivo. Un problema di eguale importanza risiede nel fatto che diverse specie si riproducono in zone effimere o con un’elevata probabilità di prosciugamento degli invasi, a cui può aggiungersi la pressione del bestiame domestico o di ungulati selvatici, quali il cinghiale. Alcune specie si sono adattate a riprodursi in invasi artificiali, soprattutto i tritoni e l’ululone. In particolar modo per quest’ultimo, la presenza di vasche/fontanili, create per il pascolo del bestiame, ha permesso alla specie di colonizzare gran parte dell’Italia peninsulare e di creare collegamenti tra le popolazioni in modo tale da sostentare l’esiguo numero di individui che possono sopravvivere in questi piccoli invasi. L’abbandono della manutenzione di molti fontanili ha portato all’interramento o alla rottura delle vasche, con conseguente riduzione dei del numero di siti di riproduzione degli anfibi.

Obiettivi dell'intervento

Gli obiettivi del progetto sono il miglioramento della conoscenza delle specie, della distribuzione e dei siti di riproduzione degli anfibi nel territorio Parco, nonché la realizzazione di interventi per il ripristino di habitat e siti riproduttivi, con particolare riferimento ai fontanili abbandonati, e per la creazione di nuovi piccoli siti idonei. Descrizione generale delle attività.
Raccolta dei dati pregressi e verifica delle popolazioni già note nel territorio del Parco con approfondimenti nelle zone di dubbia o storica presenza di tritone alpino (Ichthyosaura alpestris) e di alcune popolazioni di salamandra pezzata (Salamandra salamandra). Verifica della presenza nel Parco di specie già segnalate nelle aree limitrofe dell’area protetta e, in particolare, di tritone italiano (Lissotriton italicus), tritone alpino (Ichthyosaura alpestris) e rana montana (Rana temporaria). Individuazione e mappatura dei fontanili e zone umide per individuare i fontanili e le zone umide di particolare interesse per gli anfibi che necessitano di interventi di ripristino o protezione e valorizzazione fra cui individuarne alcuni prioritari in cui effettuare gli interventi inizialmente non strutturali anche attraverso l’attivazione di percorsi di volontariato. Individuazione di misure di finanziamento per la realizzazione di interventi anche strutturali individuati come prioritari.

Tempistica del progetto

Il progetto è stato avviato il 09/07/2018 e si concluderà il 08/01/2020

Importo dell'intervento

l'importo complessivo del progetto (per l'intera durata di 18 mesi) ammonta a 14.877,90 Euro.

Risultati previsti

Immediato miglioramento e valorizzazione di alcune aree umide con lo scopo di favorire la diffusione e colonizzazione di queste da parte di diverse specie di anfibi.

 

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