AMANDOLA
Un tuffo nella natura e nella storia

Gli eventi sismici del 2016 hanno interessato tutti i Comuni del Parco, seppur in misura differente. Molti edifici storici sono stati danneggiati e in alcuni comuni sono presenti zone rosse a cui è interdetto l’accesso.
Le zone rosse e, più in generale, le limitazioni all’accesso negli abitati e su strade e sentieri sono rappresentati nella mappa consultabile al seguente link: http://www.sibillini.net/il_parco/gps/mappaSisma.jpg Le descrizioni riportate di seguito sono riferite allo stato precedente il terremoto.

Amandola si trova alle pendici orientali dei Sibillini e dai suoi cinquecento metri d'altezza domina l'incantevole valle del Tenna. Comunque si scelga di raggiungerla, si attraversano terreni collinari dal profilo morbido e rassicurante. Questo borgo ricco di storia e di natura trae il suo nome dalla pianta del mandorlo che, la leggenda vuole, primeggiasse sulla sommità di Castel Leone, uno dei tre castelli che, insieme a Marrabbione e Agello, andarono a costituire nel 1248 il Comune.




DA VISITARE In piazza Risorgimento si trova il Palazzo Municipale (1). La chiesa di S. Agostino (2) (sec. XIV) dalla facciata settecentesca e il portale gotico, ha un campanile di Mario Pietro Lombardo risalente al 1468, con bifore ogivali e cuspide ottagonale. La chiesa di S. Francesco (3) è in stile semigotico. All’interno un Cristo ligneo del tardo ’200. Accanto a questo, la cappella ospita un maestoso ciclo di affreschi della scuola umbro-marchigiana del ’400. Sulla sinistra della chiesa si trova l’accesso al chiostro di S. Francesco (4) che ospita il Centro visita del Parco dedicato alla scoperta del territorio (Museo Antropogeografico). Proseguendo, si raggiunge il teatro storico “La Fenice” (5). L’attiguo torrione del Podestà (6), del quattrocento, domina la piazza Umberto I° o piazza Alta (7), l’antica platea comunis, fulcro in passato della vita sociale e religiosa di Amandola. Splendido il belvedere (8) sul versante est dei Monti Sibillini. Nei pressi si può ammirare una casa quattrocentesca (9) con colombaia. La porta S. Giacomo (10), attraverso la quale si arriva a Piazza Risorgimento, si presenta con merli ghibellini a difesa piombante tra beccatelli e due stemmi del XV secolo. Proseguendo si giunge al convento di San Bernardino o convento dei Cappuccini (11), costruito nel 1540.

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