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Newsletter n.5 del 28 ottobre 2010
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1. Cambio di Direttore al Parco Nazionale dei Monti Sibillini
Il 2 novembre prenderà servizio il nuovo Direttore, il Dottor Franco Perco, che dirigerà il Parco Nazionale dei Monti Sibillini per i
prossimi cinque anni; nominato lo scorso mese di giugno dal Ministro dell’ambiente, Franco Perco - zoologo di grande esperienza e autore
di numerose pubblicazioni – prenderà il posto di Alfredo Fermanelli che ha diretto l’ente per oltre quindici anni. Il Presidente del Parco,
Massimo Marcaccio, manifesta così il suo sentito ringraziamento al Direttore uscente: “Il Dottor Fermanelli ha diretto l’ente per un lungo
periodo, vivendo di persona la prima, delicata fase della vita del Parco Nazionale dei Monti Sibillini; lo ha fatto con dedizione, passione
e professionalità, superando periodi non facili e contribuendo a consolidare la presenza del Parco sul territorio. Ha diretto la prima,
importantissima fase di pianificazione dell’ente attraverso un processo lungo e faticoso che, però, ha permesso al Parco di dotarsi di
ottimi strumenti tecnici, fondamentali per lo svolgimento del difficile compito istituzionale. Il mio è un ringraziamento vero e sentito,
cui aggiungo un sincero augurio per l’imminente futuro che lo vedrà impegnato, presso la Regione Marche, nel raggiungimento degli stessi
obbiettivi che ha avuto come Direttore del Parco.”.
Il Presidente si rivolge poi al nuovo Direttore: “Allo stesso modo, rivolgo al Dottor Perco un augurio altrettanto intenso per questa
nuova avventura che sta per avere inizio. Siamo certi che, con la sua lunga esperienza di faunista, saprà arricchire il cammino del nostro
Parco; dovrà misurarsi con una nuova progettualità e con nuove sfide ma potrà contare sulla massima collaborazione da parte di tutti.”.
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2. Il saluto e l'augurio di Alfredo Fermanelli
Alfredo Fermanelli lascia il Parco Nazionale dei Monti Sibillini dopo averlo diretto per oltre quindici anni. Riportiamo il saluto che il
Direttore indirizza a tutti coloro che hanno condiviso il suo lavoro al Parco per tutti questi anni e l’augurio che invia al suo
successore.
"Oltre 20 anni per muovere i primi passi che hanno permesso la costituzione del Parco Nazionale dei Monti Sibillini; più 10 anni,
dal 1993 al 2003, per la sua affermazione sul piano territoriale, delineata con uno strumento di pianificazione coerente e concertato
quale il Piano per il Parco che da impegno di tecnici ed esperti, provenienti da tutta Italia, ha saputo confrontarsi e vivere con la
realtà del territorio attraverso una serie di incontri operativi che hanno dato un’anima a questo importante documento che da mero
strumento di pianificazione è passato ad essere un’occasione di riconoscimento e riscatto della civiltà e della cultura dei Sibillini.
La sua filosofia di base è infatti il riconoscere la centralità di questo territorio, della sua cultura, della sua storia che non
sono state spezzettate ed analizzate separatamente fra loro ma ricomposte in una visione olistica che sa tenere congiunti i valori
ed i saperi propri di queste terre, dove ancora oggi la tradizione e la cultura seguono spesso i ritmi che ci sono stati tramandati
nel corso dei secoli. (segue...)
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3. Concluse, per il 2010, le operazioni di reintroduzione del camoscio appenninico
Grazie alle immissioni in natura di altri quattro esemplari si sono concluse, per il 2010, le operazioni di rilascio del camoscio
appenninico nei monti Sibillini, nell'ambito del progetto Life "COORNATA" Sviluppo di misure coordinate per la protezione del camoscio
appenninico; ad oggi sono, in tutto, 19 i camosci che popolano il nostro gruppo montuoso, a fronte di 17 individui immessi: l'obiettivo è
il raggiungimento del MVP (Minimum viable Population, vale a dire il numero minimo di esemplari per cui una specie possa sopravvivere in
natura) che, dagli studi di fattibilità del progetto di reintroduzione, è stato fissato nella misura di trenta esemplari immessi, con una
sproporzione verso gli individui femmine.
Le operazioni di rilascio riprenderanno la prossima primavera secondo un programma di catture e rilasci finalizzato, tra l’altro, al
miglioramento della variabilità genetica della specie; a tal fine, si procederà con il trasferimento di animali tra le aree faunistiche
create dai parchi, nazionali e regionali, partner del progetto e a nuove immissioni in natura.
La speranza è che anche quest’anno si possa ripetere il successo riproduttivo della scorsa stagione, quando delle sei femmine presenti in
natura nei Sibillini ben cinque si sono riprodotte confermando la validità della scelta del luogo della reintroduzione e, in generale,
l’idoneità ambientale dei Sibillini ad ospitare questa splendida specie.
Ricordiamo che dal profilo Facebook del Parco Nazionale dei Monti Sibillini è possibile iscriversi al gruppo camoscio, creato per mettere
in rete tutti gli appassionati di fauna e di montagna che, frequentando i Sibillini, hanno modo di avvistare questa specie e vogliono
darne notizia al Parco. Gli appartenenti al gruppo possono accedere ad un’apposita applicazione che permette di avere alcune importanti
indicazioni per l’identificazione degli esemplari e da cui è possibile scaricare il modulo per segnalare gli avvistamenti. I membri del
gruppo camoscio saranno chiamati, in modo esclusivamente volontario, a partecipare ai censimenti che verranno organizzati nei prossimi
mesi, a cominciare da quello primaverile per la stima dei nuovi nati che dovrebbe partire già dal 2011.
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4. La biodiversità ritrovata: 19 novembre convegno a Visso
Nell’ambito del ciclo di convegni organizzati dalla Regione Marche per celebrare il 2010, Anno internazionale della Biodiversità, il 19
novembre, presso la sala conferenze del Parco Nazionale dei Monti Sibillini a Visso, si svolgerà l’incontro sulla biodiversità nelle aree
protette: “La biodiversità ritrovata: azioni di riqualificazione territoriale ed interventi di reintroduzione faunistica”; Il convegno
costituirà un momento di incontro tra ricercatori, studiosi e istituzioni che, ripercorrendo le esperienze più significative di
reintroduzione faunistica e di riqualificazione ambientale della regione Marche, daranno vita ad un interessante confronto sul tema della
biodiversità. Verranno presentate le esperienze della Rete Ecologica delle Marche e gli aspetti legati alla biodiversità nell’agricoltura,
oltre ai risultati concreti di alcune esperienze di reintroduzione; si parlerà di conservazione di diverse specie: dai grandi carnivori
alla piccola fauna anfibia, dalla coturnice alla trota fario, nella convinzione di fornire un’utile visione di insieme che tocchi in modo
esaustivo tutti gli ambiti della conservazione della biodiversità regionale. Il convegno vedrà il contributo dell’Università di Camerino,
dell’ASSAM, dell’Università Politecnica delle Marche, di associazioni ambientaliste e di molti ricercatori. Coordinerà i lavori
il Dottor Franco Perco, tra i più autorevoli zoologi italiani e nuovo direttore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.
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5. Equilibri Naturali: riparte il progetto con il sostegno economico della Tre Valli
Con l’inizio del nuovo anno scolastico parte la nuova annualità del Progetto “Piccole Guide del Parco”. che si inserisce nel programma
nazionale Equilibri Naturali, un progetto innovativo di educazione ambientale e animazione socio-culturale, promosso dal Parco Nazionale
dei Monti Sibillini, che ha come obiettivo prioritario quello di favorire il benessere dei bambini attraverso lo sviluppo di più occasioni
di contatto con gli ambienti naturali. Cliccando sull'immagine di questa news si accede alle pagine del progetto.
Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, avvalendosi dei Centri di Educazione Ambientale,
ha realizzato negli anni scolastici 2002/2003,
2003/2004; 2007/2008 e 2008/2009, 2009/2010 il progetto Piccole guide del Parco Nazionale dei Monti Sibillini che ha visto complessivamente
il coinvolgimento di oltre 2000 ragazzi delle scuole di vario ordine e grado presenti nel territorio.
Con l’avvio del programma Equilibri naturali il progetto Piccole Guide del Parco ha subìto degli adattamenti, diventando di fatto un
laboratorio di sperimentazione e applicazione dei nuovi paradigmi introdotti da tale programma, svincolando parte delle attività dal mero
contesto scolastico e garantendo il coinvolgimento delle famiglie.
Quest’anno il Progetto Equilibri naturali verrà in parte finanziato dalla Tre Valli, cooperativa che opera nel settore lattiero caseario.
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6 .Carta europea del turismo sostenibile, il 23 novembre prima riunione del forum
Il 2 ottobre 2010 è stato consegnato al Parco il certificato di rinnovo della Carta Europea del Turismo sostenibile sulla base della
positiva valutazione della strategia quinquennale di sviluppo sostenibile presentata. La strategia è stata definita grazie anche alla
fattiva collaborazione delle Amministrazioni interessate e degli operatori di settore, chiamati a confrontarsi in una serie di incontri
che si sono tenuti nel mese di maggio 2009.
La metodologia della Carta prevede che il Forum attivato per la definizione della strategia continui ad essere un riferimento costante
anche in fase di attuazione delle azioni previste e, pertanto, il 23 novembre 2010 si terrà a Visso, presso la sede del Parco, con inizio
alle ore 10, il primo incontro del Forum.
Tutti gli attori economici del territorio e i vari portatori di interesse saranno chiamati a partecipare attivamente all’incontro in cui
si programmeranno le prime azioni della nuova strategia quinquennale; si decideranno i gruppi di lavoro e la modalità di composizione
degli stessi e, più in generale, si cercherà il più ampio grado di condivisione possibile sulle politiche turistiche e su alcuni temi
specifici.
Nell’ambito di questo primo incontro del Forum verranno individuati, tra l’altro, i gruppi di lavoro che si occupano di temi o interventi
specifici che potranno essere tematici o territoriali a seconda dell’interesse prevalente dell’argomento trattato.
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7. Primi risultati del progetto LIFE Ex-Tra
Si sta per concludere il secondo anno del progetto Life EX- TRA (Miglioramento delle condizioni per la conservazione di grandi carnivori –
Trasferimento delle migliori pratiche), nell’ambito del quale sono state svolte negli ultimi mesi alcune delle attività più importanti
previste nel progetto.
Dopo le attività invernali di monitoraggio del lupo attraverso il rilevamento delle piste su neve, si è ripetuto anche quest’anno il
censimento estivo dei nuclei riproduttivi, applicando la tecnica dell’ululato indotto. Continua, inoltre, il monitoraggio dell’unico
esemplare di orso fino ad ora rilevato sui Sibillini. Dai primi risultati sembra che la popolazione di lupo presente del Parco abbia
recuperato la contrazione registrata nel 2009; il numero dei lupi non si discosta comunque sostanzialmente da quello registrato a partire
dal 2002, attestandosi a 5/6 branchi per un totale di circa 20/30 individui distribuiti su una superficie molto ampia e, quindi, con
densità non particolarmente elevate e confrontabili con il resto degli Appennini
A giugno sono state consegnate agli allevatori pascolanti nel Parco 12 recinzione a rete elettrificata; i recinti sono stati assegnati in
comodato d’uso gratuito sulla base dei danni agli ovi-caprini causati da lupi o cani e accertati presso gli stazzi nell’ultimo triennio.
Le recinzioni montate sono periodicamente visitate dagli zoologi del Parco, al fine di controllarne il corretto funzionamento. Fino ad
ora si è verificato un solo caso di predazione presso gli stazzi messi in sicurezza.
Continua anche il monitoraggio dei danni alla zootecnia: da quest’anno grazie anche ai sopralluoghi sui siti di predazione effettuati dal
veterinario del Parco congiuntamente ai Servizi veterinari competenti. Anche grazie alla preziosa collaborazione del Corpo forestale
dello Stato e dei Comuni si sta, inoltre, perfezionando la procedura per l’acquisizione dei dati sui danni causati dai canidi alla zootecnia.
Le azioni in corso possono beneficiarie anche dell’esperienza acquisita dai tecnici del Parco nel corso delle visite effettuate in Croazia,
Romania e Bulgaria, paesi in cui è elevata la presenza di grandi carnivori (lupo, orso e anche lince) e in cui già da tempo si applicano
efficaci misure per ridurre i conflitti con le comunità locali.
Si è, infine, conclusa la prima fase dello studio di human dimension, curato dall’Università dell’Aquila; nel corso di un incontro che si
terrà il prossimo 23 novembre verranno presentate a tutti i portatori di interesse (sindaci, allevatori, tecnici del Parco, veterinari,
operatori di selezione, associazioni ambientaliste e tanti altri) le modalità di svolgimento della fase successiva, nel corso della quale
i soggetti coinvolti potranno condividere tutti gli aspetti legati alla presenza dei grandi carnivori nel Parco e trovare insieme le
soluzioni più efficaci per migliorare la convivenza con queste specie.
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8. L’attività del Centro faunistico del cervo e di recupero degli animali selvatici di Castelsantangelo Sul Nera
I primi mesi di attività del Centro faunistico del cervo e di recupero degli animali selvatici di Castelsantangelo Sul Nera, attivato scorso
mese di maggio, ha fatto registrare risultati senz'altro positivi; la vasta area recintata del Centro faunistico è destinata ad ospitare, .
oltre ad esemplari di cervo mantenuti in condizioni di semi libertà, esemplari di altre specie nell’ambito delle attività di recupero e
gestione della fauna selvatica ferita. In particolare, presso il Centro si provvede al monitoraggio finalizzato alla verifica della presenza
e dello stato fisico e comportamentale dei cervi ospitati, alla loro alimentazione, all’assistenza veterinaria e al mantenimento di animali
ritrovati feriti e non più recuperabili alla vita in natura.
In questo periodo il Centro ha ricevuto, dal Corpo Forestale dello Stato e da privati, 15 esemplari di animali selvatici. Dopo averli
sottoposti alle opportune cure, gli operatori del centro hanno liberato in natura un capriolo rimasto intrappolato in un cortile privato,
una faina da svezzare trovata da un cittadino nei pressi di una frazione di Visso e una poiana. Attualmente, presso il centro, è ricoverata
una civetta destinata ad un imminente rilascio in natura visto che l’ala fratturata sembra aver recuperato tutte le funzionalità.
Gli investimenti stradali restano la principale causa di ferimento per i caprioli; il loro recupero, e il conseguente rilascio in natura,
ha un’alta probabilità di riuscita nel caso si tratti di esemplari ancora piccoli mentre la probabilità si abbassa decisamente in presenza
di animali adulti. Tra i volatili sono, invece, le cadute accidentali la causa più frequente di ferimento e le possibilità di successo nel
loro recupero si aggirano intorno al 30%; questa percentuale varia molto a seconda delle specie: i successi, infatti, sono maggiori nel
caso di allocchi e civette che sembrano reagire meglio allo stress derivante dalle cure prestategli dall’uomo. E’ sempre molto difficile
determinare la causa della caduta accidentale di un volatile ma una buona percentuale è causata dall’impatto con i tralicci dell’alta
tensione, che rientra in quelle più facilmente identificabili. Gli animali ospitati nel Centro e le attività di recupero e di rilascio,
unitamente al vicino Museo faunistico, rappresentano anche un'importante occasione per lo svolgimento di attività didattico-educative e
per la valorizzazione turistica del territorio. Nei soli mesi di luglio e agosto il Centro ha infatti registrato oltre 1700 visite, confermando un trend
in crescita. Ma il Centro del cervo offre servizio di visite guidate anche al di fuori della normale apertura estiva del museo faunistico;
in questo caso occorre però prenotare accordi con i gestori attraverso i contatti che trovate nelle
pagine del Centro.
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