Lungo 7 chilometri e largo 3, l'altipiano di Castelluccio è un'immensa
distesa di erba e fiori a 1400 metri di altitudine. Una parte del
territorio che si divide in Pian Grande, Pian Piccolo e Pian perduto, è
coltivato da pochi contadini, in genere anziani, specializzati nella
produzione delle lenticchie, un legume antico che cresce senza difficoltà
anche a quote elevate e non deve essere trattato chimicamente.
Le lenticchie di Castelluccio sono piccole, di un colore
variegato che va dal verde screziato al marroncino chiaro, molto tenere,
saporite e non hanno bisogno di essere tenute in acqua ad ammorbidire prima
della cottura. Ingredienti di svariate ricette locali, sono molto apprezzate
perché non perdono la buccia e tengono straordinariamente la cottura.
Si chiama (Pisum Arvense), assomiglia al pisello (il seme è soltanto un po' più piccolo e di colore verde scuro) ed è coltivata da sempre solo a Castelluccio di Norcia: si semina a marzo e si raccoglie tra la fine di luglio e l'inizio di agosto (come le lenticchie). Quasi scomparso questo antico legume si trova ancora negli orti delle famiglie del posto. Si mangia con la pasta oppure si macina a pietra e si trasforma in una particolarissima farina nota come farecchiata. che da anche nome ad una polenta dal gusto intenso e vagamente amarognolo. Una polenta che tradizionalmente è condita con un battuto di acciughe, aglio e olio extravergine di oliva e che è ottima anche il giorno dopo, affettata e abbrustolita in padella.